Immagina un impianto che, invece di considerare la frazione organica dei rifiuti come un peso da smaltire, la trasforma in una risorsa: energia e ammendante per il suolo.
Ecco in breve che cosa è un biodigestore.

Immagine di freepik.com
Cos’è un biodigestore e come funziona un impianto
Un biodigestore è un impianto che si occupa del trattamento della frazione organica dei rifiuti (scarti alimentari, sfalci, potature, ecc.) mediante un processo di digestione anaerobica — cioè in assenza di ossigeno — che consente di ottenere biogas (principalmente metano e anidride carbonica) e un residuo – chiamato digestato – che può essere valorizzato come ammendante o compost.
Dal punto di vista operativo, l’impianto riceve la materia organica differenziata, la pre‐tratta (rimozione di materiali estranei, triturazione, omogeneizzazione), la invia a reattori anaerobici dove i microrganismi degradano la sostanza organica, generando biogas, quindi il residuo viene ulteriormente trattato e stabilizzato.
Il vantaggio per la sostenibilità è duplice: da un lato si riduce la dipendenza dallo smaltimento esterno o da processi meno efficienti; dall’altro si recupera energia rinnovabile (biometano) e si ottiene materia (digestato/compost) utile per l’agricoltura o per il suolo.
Le 4 fasi della trasformazione organica nel biodigestore
Per capire bene cosa succede all’interno di un biodigestore, è utile approfondire le fasi – in particolare del processo di digestione anaerobica – e come questo porta alla produzione di biogas e digestato.
- La zona di pretrattamento. In una determinata zona dell’impianto, al di fuori del biodigestore vero e proprio, arrivano i rifiuti organici, che vengono triturati in un enorme ‘frullatore’. Dopo, vengono separati gli altri eventuali componenti indesiderati (plastica, metalli e componenti ferrosi).
- L’arrivo al biodigestore. Il materiale organico ottenuto, viene trasportato all’interno del biodigestore: una struttura a doppia cella che serve per la fase di digestione anaerobica.
- L’azione dei batteri e la digestione anaerobica. All’interno del biodigestore ci sono dei batteri che degradano le sostanze, facendole fermentare così da trasformarle in Biogas (non ancora biometano!!). Vedremo in seguito il processo in modo più dettagliato!!
- Raffinazione del Biogas: Il Biogas, contenete solo il 60% di metano (CH4), non può ancora essere sfruttato: la soglia minima per poterlo utilizzare è una percentuale del 97,5 di metano. Durante la fase della raffinazione del Biogas, vengono catturate l’anidride carbonica e gli altri gas presenti, così da ottenere il Biometano (97,5%). La CO2 catturata viene comunque riutilizzata per altri scopi, come nel settore alimentare per esempio.
Per approfondire:
Le quattro fasi della digestione anaerobica
ll processo di digestione anaerobica si articola tipicamente in quattro fasi distinte, ciascuna caratterizzata da gruppi batterici specifici e reazioni biologiche precise.
Ecco un riepilogo:
- Idrolisi: la materia organica complessa (carboidrati, proteine, grassi) viene scissa da batteri idrolitici in composti più semplici (zuccheri, aminoacidi, acidi grassi). È come se si “spaccassero” le molecole grandi per renderle accessibili.
- Acidogenesi (o fermentazione): i composti semplici vengono convertiti in acidi organici, alcoli, idrogeno e anidride carbonica, ad opera di batteri acidogeni. Immagina una “prima digestione” che prepara il materiale per la fase successiva.
- Acetogenesi: i batteri acetogeni trasformano gli acidi organici in acido acetico, idrogeno, anidride carbonica. È una fase di raffinamento biologico, che prepara il terreno per la produzione del metano.
- Metanogenesi: è la fase finale, in cui i batteri metanogeni generano metano (CH₄) e anidride carbonica (CO₂) a partire dall’acido acetico, idrogeno e CO₂. Il risultato è il biogas.
Dal digestato al compost: trasformare il residuo in risorsa
Nel racconto della trasformazione, il digestato merita una sezione dedicata: che cosa è, come diventa compost, quali sono i passaggi, perché è utile.
Cos’è il digestato
Al termine della digestione anaerobica, la sostanza organica ha subito un’azione microbica che ha prodotto biogas e ha ridotto parte della sostanza organica; ciò che resta è chiamato digestato.
Sebbene sia “meno carico” di energia rispetto alla materia iniziale, resta un materiale ricco di sostanza organica, nutrienti azoto/fosforo e potenziale ammendante.
Il digestato non è automaticamente compost: spesso va trattato, stabilizzato, miscelato con materiali strutturanti (es. legno tritato, sfalci) e sottoposto a processi aerobici (con ossigeno) per maturare, stabilizzarsi e diventare un prodotto affidabile come compost.
Il passaggio: digestato → compost
Dopo la digestione anaerobica, si può avviare un processo di compostaggio aerobico del digestato. In tale processo:
- Si miscelano il digestato con materiale strutturante (trucioli, sfalci, potature) per assicurare aerazione e struttura.
- Si attivano microrganismi aerobici che, in presenza di ossigeno, degradano ulteriormente la sostanza organica, elevano la temperatura, riducono la massa, trasformando il materiale in compost.
- Nella fase finale di maturazione il compost si stabilizza, si raffina e diventa un prodotto adatto all’uso agricolo, giardinaggio o suolo.
Perché è utile
Il compost derivato dal digestato rappresenta un valore aggiunto: migliora la struttura del suolo, apporta sostanza organica, nutrienti, aiuta l’agricoltura a ridurre l’uso di concimi chimici.
Inoltre, consente di completare la logica di economia circolare: il rifiuto organico diventa energia + materia utile, anziché solo costi di smaltimento.
Odori, emissioni e impatto ambientale: dubbi e risposte del progetto
Come per ogni grande impianto, anche per i biodigestori emergono dubbi e critiche, specialmente da parte delle comunità locali: odori, trasporti, emissioni, aree di impatto ambientale. In questa parte esploro le principali criticità e come – nel progetto di cui parleremo dopo – sono state affrontate.
Criticità principali
- Odori e cattivi odori: la frazione organica può generare cattivi odori durante trasporto, stoccaggio, lavorazione se non gestita correttamente. Alcuni impianti di biodigestione in Italia e all’estero hanno ricevuto segnalazioni da cittadini.
- Emissions of gases: anche se la digestione anaerobica è chiusa, ci sono possibili emissioni di metano, ammoniaca, altri composti se il controllo non è perfetto.
- Trasporti e logistica: se l’impianto è lontano dai conferitori o dai mercati del compost, i trasporti aumentano l’impatto ambientale. Nel caso di Roma questo era un elemento critico: la frazione organica veniva trattata lontano, con lunghi viaggi.
- Effettivo utilizzo del compost/digestato: se il digestato non viene trattato e utilizzato adeguatamente può perdere valore o generare rischi ambientali.
Come risponde il progetto
Nel caso del progetto di cui parliamo (vedi più avanti), sono previste varie misure per contenere le criticità:
- Impianti di ultima generazione, in ambiente chiuso, con trattamento dell’aria e sistemi di aspirazione per contenere odori. Ad esempio: “lavorazioni in ambienti sigillati, dispositivi di aspirazione e sistemi di trattamento dell’aria” per l’impianto di Casal Selce.
- Riduzione dei trasporti: grazie alla realizzazione degli impianti a Roma, si stima l’eliminazione di circa 3.000 viaggi/anno verso impianti del nord Italia.
- Produzione locale del biometano e compost: l’impianto a Roma produrrà biometano e 36.000 tonnellate di compost/anno (dato combinato per i due impianti) e 20 milioni di metri cubi di metano all’anno.
- Autonomia del ciclo rifiuti: il progetto è incluso nel piano industriale di AMA S.p.A. per ridurre la dipendenza da impianti esterni e migliorare l’efficienza del ciclo rifiuti.
Il progetto di Roma e i suoi impianti
Ora addentriamoci nella parte specifica che interessa la Capitale: il progetto di AMA S.p.A. per la realizzazione di due impianti di biodigestione nella città di Roma, in località Cesano e Casal Selce.
Utilizzerò uno degli impianti come esempio (scegliamo ad esempio Cesano) ma inserendo anche i numeri complessivi.
Descrizione dell’impianto
L’impianto scelto come esempio è quello della località Cesano, nel Municipio XV di Roma.
- L’area destinata è di circa 6 ettari.
- La capacità progettata è di 100.000 tonnellate/anno di rifiuti organici (scarti alimentari, sfalci e potature) per ciascun impianto.
- L’investimento per i due impianti (Cesano + Casal Selce) è stimato intorno ai 250 milioni di euro complessivi.
- Gare d’appalto pubblicate: per i due biodigestori il bando è stato pubblicato a marzo 2024 per circa 192 milioni di euro, per un trattamento complessivo di circa 200.000 tonnellate/anno.
- Il completamento delle opere è previsto entro il 31 dicembre 2026.
- L’impianto di Cesano sarà in grado, insieme al gemello, di produrre circa 20 milioni di metri cubi di metano all’anno e circa 36.000 tonnellate di compost di alta qualità all’anno.
Il progetto complessivo della Capitale
Oltre ai due biodigestori, il piano di Roma prevede:
- Due impianti di selezione della carta e della plastica (in località Ponte Malnome e Rocca Cencia) per una capacità complessiva di circa 200.000 tonnellate.
- Un termovalorizzatore per il trattamento della frazione indifferenziata residua. Nel bando del 15 marzo 2024, il sindaco ha dichiarato che l’obiettivo è trattare il milione e seicentomila tonnellate annue di rifiuti che Roma produce, ricorrendo a queste nuove infrastrutture.
Perché è importante per Roma
- Fino ad oggi, gran parte dell’organico di Roma veniva inviato al Nord Italia (Veneto, Friuli) con costi elevati e trasporti lunghi. L’impianto locale ridurrà i viaggi, i costi e le emissioni da trasporto.
- Il risparmio stimato è di circa 15 milioni di euro l’anno solo grazie al nuovo sistema dei biodigestori.
- Con l’allargamento della raccolta dell’organico e l’aumento della differenziata, si può aumentare l’efficienza del ciclo rifiuti e ridurre la dipendenza da smaltimento esterno – passando da gestione “cauto‐smaltimento” a “gestione attiva e valorizzazione”.
Tempistiche e stato attuale
- A fine giugno 2025 è stato annunciato l’avvio del cantiere per l’impianto di Cesano.
- Ai primi di agosto 2025 è stato avviato il cantiere per l’impianto di Casal Selce.
- L’area per Casal Selce è di 10 ettari.
- Obiettivo a regime: ciascun impianto 100.000 tonnellate/anno, quindi i due insieme 200.000 tonnellate/anno.
Qualche numero per il lettore:
- 100.000 tonnellate/anno per impianto → 200.000 tonnellate/anno insieme.
- 20 milioni di metri cubi di metano/anno stimati per l’insieme degli impianti.
- 36.000 tonnellate/anno di compost di alta qualità.
- 3.000 viaggi/anno in meno di automezzi verso siti del Nord.
- 250 milioni di euro di investimento complessivo previsto.
Conclusione finale
La storia del biodigestore – questa tecnologia capace di trasformare scarto in risorsa – rappresenta un tassello fondamentale nella transizione verso un’economia circolare e sostenibile.
Attraverso la digestione anaerobica, materiali organici destinati allo smaltimento vengono valorizzati, generando biometano, compost e riducendo costi, trasporti ed emissioni.
Il progetto della città di Roma, con i due impianti a Cesano e Casal Selce, ne è un perfetto esempio: una sfida concreta, con numeri rilevanti, tempi decisi e un chiaro intento di cambiare la gestione dei rifiuti nella Capitale.
Naturalmente, non mancano gli scetticismi – odori, logistica, impatto ambientale – ma le soluzioni tecniche previste indicano come la tecnologia possa rispondere in modo adeguato.
Questo significa che la tecnologia green non è un’utopia: è un percorso reale, dove efficienza energetica, sostenibilità ambientale e innovazione impiantistica si incontrano.
E, soprattutto, è qualcosa che avviene qui vicino, nella nostra città – un fattore che rende tutto più tangibile e motivante.
Economia circolare e riciclo avanzato: 8 tecnologie che stanno trasformando i rifiuti in risorse
Gestione dei rifiuti in maniera corretta: guida pratica per ridurre l’impatto ambientale
10 Tecnologie Verdi che Stanno Cambiando il Mondo nel 2025 (che forse non conosci)
FONTI:
Biodigestore: energia dai rifiuti a Roma; biometano dai rifiuti organici, digestione anaerobica
Esplora il nostro sito web per saperne di più sul mondo della Sostenibilità, Efficienza Energetica e Tematiche Ambientali!
Seguici anche su Instagram per scoprire più contenuti e rimanere sempre informato:
Respira, se puoi! L’inquinamento atmosferico minaccia il nostro pianeta
Monocolture: quali sono i veri impatti su Ambiente e Animali
Power Station Portatile: Energia Ovunque per le Tue Avventure Outdoor
Come scegliere un Pannello Solare Portatile: tutto quello che Devi sapere (2025)
Economia circolare e riciclo avanzato: 8 tecnologie che stanno trasformando i rifiuti in risorse


